Mobile advertising: Quali dati personali vuole cedere il consumatore

Il Mobile advertising rappresenta una nuova opportunità di marketing per le imprese. Quest’ultime, tuttavia, devono stare attenti a rispettare la privacy degli utenti, accedendo solo alle informazioni che i clienti sono disposti a cedere.

Mobile advertising

I consumatori e l’uso quotidiano di dispositivi mobile

Ormai sempre più persone preferiscono utilizzare dispositivi mobile, come smartphone o tablet, al posto dei tradizionali giornali o tv. Proprio per questo motivo le aziende sono maggiormente orientate ad investire in questa nuova forma di pubblicità, che consente di ottenere buon risultati, grazie alla possibilità di ricevere un feedback immediato di chi riceve queste informazioni. Occorre però non essere troppo invasivi ed insistenti, al fine di non disturbare e violare i diritti delle persone. Accade di frequente, infatti, che molte pubblicità siano dirette in maniera personale agli utenti, captandone i gusti, gli interessi e avvolte anche le interazioni sociali.

La condivisione dei dati personale

Con un’indagine svolta su numerosi consumatori è stato dimostrato quali dati essi sono disposti a rendere pubblici e quali no. E’ emerso che oltre il 50% sarebbe disposto a condividere liberamente informazioni come stato civile, giochi e programmi tv preferiti. Mentre meno della metà condividerebbe dati sui propri acquisti, data di nascita, indirizzo e-mail e reddito famigliare. Inferiore al 17% è la quota di chi fornirebbe informazioni come numero di telefono, password e carta d’identità.
Eppure molti forniscono quest’ultimi dati a molte imprese in modo consenziente. Questo è dovuto alle numerose strategie di Mobile Advertising, caratterizzate da tre aspetti principali: coinvolgimento, identificazione e Insight.

Il coinvolgimento si basa sul proporre ai propri clienti offerte attinenti con il loro stile di vita.
L’identificazione, invece, riguarda il rispetto della privacy in senso stretto. Questo può avvenire con due opzioni: opt-in e opt-out. Con l’opt-in le aziende possono inviare messaggi solo previa autorizzazione espressa del cliente, con l’opt-out si possono inviare messaggi senza assenso, salvo non replicarli più in caso di ricezione di una nota di disdetta.
L’Insight è una strategia per aumentare e fidelizzare i propri clienti, informandoli delle scelte effettuate da persone con caratteristiche simili alle loro.

Fonte: Wireless4Innovation



Autore: Antonio Giannella
Esperto in attività di Web Marketing, nello specifico attività di SEO e Search Advertising. Partner di Google in Italia. Consulente SEO per Ecommerce, lavoro dal 2006 con importanti aziende che operano online nei settori: Arredamento, Viaggi, Editoria, Politica, Trading, Salute, Stampa, Moda, Ho.re.ca.