“Da quando c’è AI Mode il traffico è calato o no?” È la domanda che mi fanno più spesso da un anno a questa parte, e quasi sempre arriva insieme a un grafico di Search Console con la linea dei clic che scende. AI Mode di Google in Italia è arrivato l’8 ottobre 2025: dopo dodici mesi possiamo smettere di fare previsioni e guardare cosa è cambiato davvero per chi ha un sito, cosa si può misurare e cosa conviene fare adesso.
In questo articolo metto in fila i fatti verificabili (annunci ufficiali, documentazione, dati disponibili in Search Console) e li traduco in scelte operative. Niente percentuali miracolose: chi ti promette numeri precisi sull’impatto di AI Mode senza avere i tuoi dati sta tirando a indovinare.
Cosa è successo: AI Mode in Italia in pochi punti
Con l’annuncio sul blog di Google Italia, AI Mode è diventato disponibile in italiano e in quasi 50 paesi e territori. Si apre come scheda nella pagina dei risultati o dall’app Google, accetta testo, voce e immagini e permette di fare domande successive senza ripartire da zero. Sotto c’è una versione di Gemini personalizzata per la Ricerca.
Due dettagli dello stesso annuncio contano più degli altri per la SEO. Il primo è il query fan-out: la domanda viene scomposta in sottotemi e Google lancia più ricerche in parallelo per costruire la risposta. Il secondo è che, secondo Google, i primi utenti hanno scritto domande da due a tre volte più lunghe di una ricerca tradizionale. Tradotto: meno query secche da due parole, più richieste articolate con contesto, vincoli e confronti.
Se vuoi il quadro completo di come convivono oggi risultati classici, AI Overview e AI Mode, l’ho descritto nella guida su come funziona la ricerca su Google oggi.
Il traffico: cosa sappiamo davvero e cosa no
Il punto più delicato è il traffico organico, e qui la posizione delle parti è nota. Gli editori italiani della FIEG hanno presentato un reclamo ad AGCOM nell’ottobre 2025, sostenendo che AI Overview e AI Mode riducono le visite ai loro siti. Come ricostruisce Punto Informatico, nel febbraio 2026 il presidente di AGCOM ha annunciato una segnalazione alla Commissione europea su AI Mode, mentre a dicembre 2025 la Commissione aveva già aperto un’indagine antitrust su AI Overview e AI Mode. Google respinge le critiche e sostiene che il traffico verso i siti esterni è aumentato.
Nei siti che analizzo la realtà è meno uniforme di quanto raccontino entrambe le parti. Le pagine che rispondono a domande informative brevi (definizioni, “cos’è”, “quanto dura”) sono quelle più esposte, perché la risposta generata basta all’utente. Le pagine che servono per decidere, comprare, contattare o approfondire un caso specifico reggono meglio. Per questo non ha senso parlare di “calo del traffico” in generale: va letto pagina per pagina e intento per intento.
Search Console e AI Mode: cosa puoi misurare oggi
Per mesi la misurazione è stata il vero buco nero. Da giugno 2025 i dati di AI Mode vengono conteggiati nei totali del rapporto Prestazioni, ma mescolati al resto del traffico web, senza un filtro dedicato: un clic su un link esterno in AI Mode vale come un clic normale e la posizione si calcola con le regole consuete.
La svolta è arrivata nel 2026 con i rapporti sulle prestazioni dell’AI generativa in Search Console. Partiti a giugno con un gruppo di siti nel Regno Unito, secondo Search Engine Journal sono stati estesi a tutti i siti del mondo dal 31 agosto 2026, quindi anche ai siti italiani (con la precisazione che alcune proprietà potrebbero non vederli ancora o avere troppe poche impressioni per un report).
| Dato | Dove lo trovi | Limite da conoscere |
|---|---|---|
| Clic e impressioni da AI Mode | Rapporto Prestazioni, tipo di ricerca Web | Mescolati al resto, nessun filtro AI Mode |
| Impressioni in AI Overview, AI Mode e Discover AI | Rapporto sulle prestazioni dell’AI generativa | Niente clic, CTR, posizione media né query |
| Pagine che compaiono nelle risposte AI | Rapporto AI generativa, dimensione Pagine | Dati solo da maggio 2026, nessuno storico precedente |
| Paesi e dispositivi | Rapporto AI generativa, dimensioni Paesi e Dispositivi | Volumi bassi possono non generare il report |
Il limite principale, come sottolinea anche l’analisi di Neil Patel, è l’assenza dei clic: sai che una pagina è comparsa in una risposta AI, non quante persone l’hanno aperta. Il mio consiglio è incrociare il report AI con il rapporto Prestazioni sulle stesse pagine e sugli stessi periodi. Se una pagina ha molte impressioni AI e clic in calo, è lì che la risposta generata sta assorbendo la domanda. Se non hai ancora dimestichezza con lo strumento, parti dalla guida su come funziona Google Search Console.
Il controllo per uscire dalle funzioni AI: quando ha senso
Insieme ai report è arrivato un controllo a livello di proprietà che permette di escludere il sito da AI Overview, AI Mode e dalle funzioni AI di Discover. Secondo quanto riportato da Search Engine Journal, chi lo attiva perde impressioni e traffico da quelle superfici, Google dichiara che non è un segnale di ranking per il resto della Ricerca e non riguarda l’addestramento dei modelli, che resta gestito da Google-Extended. A ottobre 2026 Google ha anche aggiornato la documentazione sulle opzioni per controllare cosa condividi con la Ricerca, includendo questo controllo accanto a robots meta tag, data-nosnippet e X-Robots-Tag.
Per la grande maggioranza dei siti di aziende e professionisti che seguo, uscire non conviene: rinunci a una vetrina che i concorrenti continueranno a occupare. Può avere senso valutarlo per editori che vivono di traffico informativo e hanno dati chiari di cannibalizzazione. In ogni caso è una decisione da prendere su dati di almeno qualche mese, non d’istinto. Per capire cosa cambia nei link mostrati dentro le risposte AI, trovi i dettagli nell’articolo sui link in AI Overviews e AI Mode.
Cosa è cambiato nel modo di fare SEO con AI Mode
Le basi non sono cambiate: Google continua a chiedere contenuti utili, pagine indicizzabili e siti tecnicamente sani. È cambiato il peso relativo di alcune attività. Quando apro un progetto SEO oggi lavoro in modo diverso su quattro fronti.
- Dalla keyword al tema. Con il query fan-out una sola domanda genera più ricerche collegate. Una pagina che copre bene un tema e le sue sotto-domande ha più occasioni di essere ripresa rispetto a dieci pagine sottili su varianti della stessa keyword. La keyword research resta il punto di partenza, ma va letta come mappa di domande.
- Passaggi autosufficienti. Ogni sezione deve rispondere da sola a una domanda precisa, con il dato o la risposta all’inizio, perché il sistema può estrarne solo una parte.
- Pagine “di decisione”. Confronti onesti, casi d’uso, condizioni, prezzi indicativi quando si possono dare: sono i contenuti che l’utente apre anche dopo aver letto una risposta generata.
- Brand e autore riconoscibili. Se l’utente legge il tuo nome in una risposta e poi ti cerca, quel valore non compare come clic organico sulla pagina citata. Per questo guardo anche le ricerche brand nel tempo.
Checklist: rivedere il sito dopo un anno di AI Mode in Italia
Questa è la verifica che faccio sui siti dei clienti, in quest’ordine. Richiede qualche ora, non settimane.
- Confronta in Search Console clic e impressioni delle pagine principali tra autunno 2025 e autunno 2026, separando query brand e non brand.
- Apri il rapporto sulle prestazioni dell’AI generativa e annota le pagine con più impressioni nelle risposte AI.
- Incrocia le due liste: pagine con impressioni AI alte e clic in calo vanno riscritte puntando su ciò che la risposta generata non dà (esempi, dati propri, casi, strumenti).
- Prova a mano in AI Mode le 10 domande più importanti per il tuo business, formulate come le farebbe un cliente, e annota chi viene citato.
- Controlla che le pagine chiave non siano bloccate per errore da
nosnippeto da regole robots troppo aggressive. - Decidi in modo consapevole se mantenere attiva la partecipazione alle funzioni AI, e scrivi il perché.
Se vuoi un metodo più ampio per leggere i dati e trovare le priorità, la guida all’analisi SEO ti dà la struttura di base.
Come spiegare AI Mode a un cliente o al tuo capo
Il rischio più grande che vedo non è tecnico, è di comunicazione. Se il report mensile mostra solo i clic organici, un anno di AI Mode sembra una sconfitta anche quando il sito è più visibile di prima. Io oggi porto ai clienti tre numeri affiancati: clic organici sulle pagine che generano contatti o vendite, impressioni nelle funzioni AI dal nuovo report e andamento delle ricerche del brand. Insieme raccontano una storia più vera di uno solo. Chi vuole impostare una strategia che tenga insieme ricerca classica e assistenti AI trova il mio approccio nella pagina sulla Search AI Intent Strategy.
Domande frequenti
AI Mode è disponibile per tutti in Italia?
Sì, dall’8 ottobre 2025 AI Mode è disponibile in italiano come scheda nei risultati di Google e nell’app Google per Android e iOS.
Posso vedere in Search Console i clic che arrivano da AI Mode?
I clic da AI Mode sono inclusi nei totali del rapporto Prestazioni, ma non separati. Il rapporto sull’AI generativa mostra solo le impressioni, per pagina, paese e dispositivo.
Se esco da AI Overview e AI Mode perdo posizioni nei risultati classici?
Google dichiara di no: il controllo non è un segnale di ranking per il resto della Ricerca. Perdi però impressioni e traffico dalle funzioni AI.
Un anno dopo: meno panico, più misurazione
Il primo anno di AI Mode in Italia ha portato due cose concrete: un modo diverso di cercare, con domande più lunghe e scomposte, e finalmente qualche dato ufficiale per misurarlo. La partita sul traffico è aperta anche sul piano regolatorio, ma per chi ha un sito la strada è chiara: capire quali pagine perdono valore, rafforzare quelle che servono a decidere e farsi trovare dove l’utente legge le risposte. Se vuoi affrontare questa revisione sul tuo sito con un metodo strutturato, trovi come lavoro nella pagina dedicata alla consulenza SEO.
Fonti: Google Italia, AI Mode arriva anche in Italia; Google Search Central, rapporti sulle prestazioni dell’AI generativa; Google Search Central, aggiornamenti della documentazione; Search Engine Journal, report AI di Search Console estesi a livello globale; Search Engine Journal, AI Mode nei report di Search Console; Neil Patel, il report AI generativa di Search Console; Punto Informatico, AGCOM e AI Mode; ANSA, reclamo degli editori su AI Overviews.






