Se nel tuo account compare il suggerimento “Attiva AI Max per le campagne di Ricerca” e le tue campagne Search vanno già bene, la domanda giusta non è se Google abbia ragione. È: cosa succede al mio budget se lascio che scelga lui le query e le pagine di destinazione? Negli account che gestisco, la differenza la fa quasi sempre il modo in cui lo si prova, non la funzione in sé. In questa guida ti spiego cosa fa AI Max, cosa cambia nel 2026, quali controlli impostare prima di accenderlo e come misurarne l’effetto con un esperimento.
Cosa fa AI Max (e cosa non è)
AI Max non è un nuovo tipo di campagna: è un insieme di impostazioni che si attiva sulle campagne Search che hai già. Secondo il Centro assistenza di Google Ads comprende tre funzioni principali.
- Corrispondenza dei termini di ricerca: usa corrispondenza generica, targeting basato sugli asset e tecnologia senza parole chiave per raggiungere query che le tue keyword non coprivano.
- Personalizzazione del testo: adatta titoli e descrizioni all’intento di chi cerca, partendo da landing page, annunci e parole chiave.
- Espansione dell’URL finale: manda l’utente su una pagina del sito più vicina a ciò che ha cercato, anche diversa da quella che hai impostato.
L’annuncio italiano di Google sull’arrivo di AI Max parlava di un lancio globale in beta a partire da fine maggio 2025, e indica anche localizzazioni a livello di gruppo di annunci e controlli sui brand. Non ho trovato limitazioni specifiche per l’Italia, ma l’elenco esatto delle opzioni che vedi dipende dal tuo account: controlla nelle impostazioni della campagna.
Per capirci: se una campagna usa già parole chiave a corrispondenza generica con Smart Bidding, una parte di quello che fa AI Max ti sembrerà familiare. La novità vera è che l’espansione non dipende più solo dalle keyword e che la pagina di destinazione può cambiare da sola.
Cosa cambia nel 2026: upgrade automatici e fine delle DSA
Qui non hai tanta scelta, quindi conviene saperlo prima. Google ha annunciato il passaggio delle campagne Dynamic Search Ads ad AI Max il 15 aprile 2026. Secondo quella pagina:
- le campagne con asset creati automaticamente e con corrispondenza generica a livello di campagna vengono aggiornate in automatico a partire da settembre 2026;
- per le DSA la data è stata spostata a febbraio 2027, con un aggiornamento del 11 giugno 2026 che dà più tempo agli inserzionisti;
- AI Max è uscito dalla beta ed è usato da centinaia di migliaia di inserzionisti.
Un’analisi di settore sugli upgrade di settembre indica che il 3 agosto 2026 è stata fermata la creazione di nuove campagne con corrispondenza generica a livello di campagna e di vecchie campagne con asset automatici. Se gestisci uno di questi casi, verifica nello storico delle modifiche se il tuo account è già stato toccato: non dare per scontato che sia ancora tutto com’era.
Quando conviene testarlo e quando no
Google dichiara che chi attiva AI Max ottiene in media il 14% in più di conversioni o di valore di conversione, a CPA o ROAS simili. Il dato, riportato nel Centro assistenza, è basato su dati interni del 2025 per inserzionisti non Retail: è un’indicazione di Google, non una promessa per il tuo account.
Nella mia esperienza la prova ha senso in questi casi:
- campagne con molte keyword esatte e di frase, dove il volume è limitato e c’è margine per intercettare query nuove;
- budget con spazio per crescere, perché se la campagna è già limitata dal budget AI Max non ha dove espandersi;
- tracciamento delle conversioni pulito, con obiettivi di valore reale e non clic su un pulsante qualsiasi.
Al contrario, io aspetterei se:
- il tracciamento è incerto o conta eventi poco utili: l’automazione ottimizzerà verso il segnale sbagliato (ne parlo nella guida al tracciamento delle conversioni);
- hai pochissime conversioni al mese: la guida di test di Google indica almeno 50 conversioni mensili per un esperimento A/B;
- il tuo marchio e le query di servizio sono molto delicati (studi legali, settori regolamentati) e non puoi permetterti messaggi o pagine non controllati.
Prima di accendere: i controlli da impostare
L’errore più comune è attivare tutto con un clic e guardare cosa succede. Prima conviene sistemare quattro cose.
Brand
Secondo ppc.land, dal giugno 2026 è comparso un controllo a livello di campagna con tre opzioni: tutte le ricerche pertinenti, inclusioni ed esclusioni di marchi, solo ricerche senza marchio. Google non ha fatto un annuncio formale, quindi potresti non vederlo ancora. Se hai una campagna brand separata, escludere il tuo marchio da AI Max evita che i risultati si confondano.
URL e pagine
Decidi quali pagine il sistema può usare e quali no. Pagine di login, privacy, offerte scadute o schede non commerciali vanno escluse. È il punto che trascuro meno: in un sito di servizi, mandare un utente su una pagina generica invece che sulla landing costruita apposta può costare caro.
Testo
Guarda gli asset generati e rimuovi quelli che non riesci a difendere davanti a un cliente. In settori come quello legale o sanitario i messaggi vanno controllati uno per uno.
Budget e offerta
Controlla che la strategia di offerta sia coerente (vedi Smart Bidding) e che il budget abbia margine. Se alla fine della giornata sei sempre al limite, il test misurerà il budget, non AI Max.
Come impostare l’esperimento passo per passo
La strada più sicura è usare gli esperimenti di AI Max. Dalla pagina di Google sugli esperimenti AI Max ricavo questo percorso.
- Parti dalla pagina Suggerimenti con “Attiva AI Max per le campagne di Ricerca”, oppure dalla pagina Esperimenti scegliendo “Funzioni e impostazioni della campagna”.
- Imposta nome, date e i due bracci: il controllo con AI Max spento e la prova con AI Max acceso nella stessa campagna.
- Per default la prova attiva tutte e tre le funzioni; puoi disattivarne alcune, per esempio personalizzazione del testo e espansione URL.
- Decidi se applicare in automatico i risultati se vince la prova o farlo a mano.
Attenzione ai limiti. Secondo Google non puoi creare questo tipo di esperimento se la campagna ha già la personalizzazione del testo attiva, usa la Rete Display, fa parte di una strategia di offerta di portafoglio, usa budget condivisi, usa l’esplorazione dell’offerta o ha altri esperimenti in corso. In quei casi puoi creare una campagna nuova senza queste impostazioni oppure usare un esperimento personalizzato.
La guida di Google in quattro passaggi consiglia di giudicare il test su conversioni, valore di conversione, CPA o ROAS e non su CTR o CPC, di non toccare offerte, landing e keyword negative durante la prova e di aspettare 7-14 giorni prima di leggere i dati finali per includere le conversioni ritardate.
Come leggere i risultati senza farsi ingannare
Il cruscotto è cambiato. Google ha introdotto un report “Termini di ricerca e combinazioni di annunci” per AI Max, che secondo Techwyse è comparso in alcuni account dal 13 ottobre 2026: mostra query, titoli, landing page e fonte della corrispondenza. Lo stesso articolo ricorda che il filtro per tipo di corrispondenza AI Max esclude “Altri termini di ricerca” e può mostrare numeri più bassi del totale, e consiglia di aspettare almeno due settimane prima di aggiungere negative.
Riassumo cosa guardo, e cosa evito di concludere.
| Cosa guardo | Cosa mi dice | Cosa evito | |
|---|---|---|
| Conversioni e costo per conversione, prova contro controllo | Se l’espansione porta risultati reali | Giudicare da CTR o CPC | |
| Query nuove con conversioni | Dove AI Max trova domanda che le keyword non coprivano | Sommare i report tra loro: le righe si sovrappongono | |
| Pagine di destinazione effettive | Se l’URL finale scelto è coerente con la query | Dare per scontata la pagina impostata | |
| Query con marchio proprio o dei concorrenti | Cannibalizzazione della campagna brand | Leggere le conversioni brand come crescita | |
| Qualità dei lead | Se il volume in più serve davvero | Fermarsi al numero di conversioni | |
Per i lead, ricordati che una conversione non è un cliente: incrocia i dati con il CRM. Se il tracciamento è debole, parti da un audit dell’account.
Checklist prima di accendere AI Max
- Il tracciamento conta conversioni che hanno valore per il business.
- La campagna ha storico e almeno 50 conversioni al mese per un test A/B.
- Il budget non è già al limite.
- Hai escluso marchio, pagine non commerciali e URL sensibili.
- Hai controllato i testi generati e rimosso quelli non adatti al settore.
- Hai deciso in anticipo con quali numeri considererai il test riuscito.
- Per 2-4 settimane non cambi offerte, landing e negative.
Domande frequenti
AI Max sostituisce le parole chiave?
No. Le tue keyword restano, AI Max le affianca con espansioni e con corrispondenze senza keyword. Nel report puoi vedere la fonte del traffico.
Posso usarlo se ho poche conversioni?
Puoi attivarlo, ma misurarne l’effetto diventa difficile. Google indica almeno 20 conversioni mensili per un confronto prima/dopo e 50 per l’esperimento A/B.
Devo attivare tutte le funzioni?
Google consiglia di attivarle tutte, citando un risultato medio superiore rispetto alla sola corrispondenza dei termini. Io le valuto una alla volta nei settori regolamentati, perché testo e URL sono i punti più delicati.
Cosa succede se non faccio nulla?
Se hai DSA o campagne con asset automatici o corrispondenza generica a livello di campagna, Google le sta aggiornando ad AI Max secondo le date citate sopra. Meglio arrivarci con controlli già impostati.
Vuoi provarlo senza rischiare il budget?
Se vuoi capire se AI Max ha senso nel tuo account, possiamo guardarlo insieme: parti dalla pagina consulenza Google Ads oppure prenota una consulenza. Ti mostro cosa controllare, come impostare l’esperimento e quando è meglio lasciare tutto com’è.
Fonti: Google Ads Help, AI Max; Google Ads Help, esperimenti AI Max; Google, DSA verso AI Max; Google Italia, AI Max; Google, test di AI Max; ppc.land; Improvado; Techwyse.






